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Nel giugno 1976 l’infezione si presenta di nuovo. Si tenta un rimedio radicale: l’amputazione della gamba sinistra. “Non esistevano alternative…: o la gamba o la vita, e i miei genitori per me hanno scelto la vita!”, annota nel suo diario. Anche in questa tragedia Lorena dimostra un coraggio e una
serenità superiori alla sua età. E’ lei che conforta i suoi: “Mamma, non ti preoccupare, non è nulla, con una gamba ortopedica è possibile camminare ugualmente.” Dopo solo quindici giorni, con stupore dei medici, cammina tranquillamente con l’arto ortopedico. Non ha complessi: “Io mi sento una ragazza perfettamente normale, ho la gioia di vivere che mi scoppia nel cuore, ho perso dunque una gamba, ma ho conquistato la felicità di un’altra dimensione.” (dal diario)
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