Vera Meloni

   
La mia testimonianza parte dell'incidente gravissimo in cui è incorso mio padre, Gino Coscino, di circa 80 anni, il 19 aprile 2001. La macchina su cui viaggiava, insieme ad altri tre amici, reduce da una passeggiata in campagna, si è schiantata contro un TIR.  Il conducente,Pietro Pisano, è morto dopo un'agonia durata 58 giorni.
  Mio padre ha riportato fratture per tutto il corpo e perciò è stato molto grave per lui che già aveva un cuore infartuato nel '99. E'  stato ingessato, operato al femore sinistro, con l'applicazione di una vite-placca, è stato spesso tra la vita e la morte, ha subito trasfusioni, è stato più volte in terapia intensiva ed in unità coronarica presso la clinica S. Michele di Maddaloni.
Dopo varie vicissitudini, mio padre il 16 Maggio 2001, viene trasferito alla clinica riabilitativa "Villa delle Magnolie" di Castel Morrone (Caserta). Durante il programma di riabilitazione mio padre non stava bene, a tal punto che, nella prima mattinata di domenica 27 Maggio, fu ricoverato in stato comatoso alla medicina d'urgenza dell'ospedale civile di Caserta. Aveva febbre e diarrea inarrestabile. La sua situazione è andata sempre più aggravandosi, anche successivamente nel reparto di Geriatria poi in quello di Malattie Infettive. C'era una grande infezione in atto a livello intestinale, ma era compromessa anche la funzione cerebrale e, naturalmente, quella motoria.Vari neurologi sono stati chiamati in reparto per fornire la loro consulenza, alla fine di giugno papà non ingoiava nemmeno più. Si decise allora per una TAC all'addome e al torace con mezzo di contrasto.
  Era il 1° luglio: fu trasportato nella sala antistante la sala dove effettuavano la TAC; sorse un problema: come fare perché ingoiasse il liquido che fungeva da mezzo di contrasto? Mi sembrava una difficoltà insormontabile. Arrivò Vera, mia amica e madrina di battesimo della mia prima figlia Adele, mi portò l'immagine di Lorena, l'ho guardata e il mio pensiero è volato a lei, non ho avuto neanche il tempo di leggere ciò che era scritto sull'immaginetta e l'ho messa sotto il cuscino della barella.
  Con calma ho parlato all'orecchio di mio padre, l'ho pregato di collaborare, di ingoiare, di bere quel liquido. Ci siamo riusciti insieme io, lui e Lorena; ha fatto la Tac, non è risultato niente; il 4 Luglio 2001, alle ore 18,30 siamo tornati a casa, come voleva papà, che era più sveglio e partecipe ogni giorno di più. La sera del ritorno a casa si è orientato, sulla sedia a rotelle, ridotto come una larva (pesava poco più di 45 Kg), ha mangiato a tavola con noi. Era l'inizio della ripresa, la sua grinta è venuta fuori ed oggi,29 Ottobre 2001 abbiamo festeggiato i suoi ottanta anni. Papà legge, scrive, parla al telefono, cammina col bastone ed è vivo. Dove è andato a finire lo stato di "marasma senile" di cui mi avevano parlato? Come è possibile che la sua mente sia tornata quasi totalmente vigile? Come mai riesce a coordinare perfettamente l'uso degli spinteri? E' un uomo rinato.Tutte le persone che mi sono state vicine in Ospedale, che hanno sofferto e atteso con me non hanno parole: E' un miracolo! Voglio ringraziare Lorena e chi me l'ha  fatta conoscere.
Per concludere questa mia testimonianza, voglio dire che benché io sia una cattolica praticante, non mi sono mai lasciata influenzare né coinvolgere in episodi di fanatismo religioso, sono sempre stata distaccata dalle manifestazioni esasperate, ma oggi io credo e sento che Lorena, o meglio Dio attraverso lei, mi ha aiutata.
                                                           Con grande fede

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